Nel nostro Paese aumentano i casi di dipendenti licenziati in modo legittimo, a seguito di indagini condotte da un investigatore privato. Compito dell’investigatore privato, assunto da un’impresa, è quello di dimostrare con prove documentali i comportamenti illeciti del dipendente di turno: il suo intento è quello di fornire sufficienti prove all’azienda, nell’ottica della legittimità del licenziamento. Le prove raccolte dall’investigatore privato hanno sempre più rilevanza nei processi.
D’altronde, se un dipendente può filmarsi mentre svolge gli incarichi lavorativi, per dimostrare di essere stato assunto in nero e richiedere gli arretrati al datore di lavoro, anche quest’ultimo può tutelare i suoi interessi, provando eventuali comportamenti illeciti del personale.
Il licenziamento per giusta causa può essere disposto dal datore di lavoro quando il dipendente mette in atto una condotta talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro per neanche un giorno. In tal caso, infatti, le parti in causa possono recedere dal contratto senza nemmeno la necessità del preavviso.
Classico è l’esempio dei dipendenti che, nonostante la malattia, svolgano un’altra attività lavorativa in nero o quello del beneficio dei permessi della Legge 104 per esigenze individuali.
Le cause più frequenti di licenziamento per giusta causa sono:
Sì. La giurisprudenza, di recente, ha sdoganato il tema delle indagini investigative private. La questione, pertanto, è stata ribadita anche dal Tribunale di Padova con un’apposita ordinanza, la n. 6031 del 04.10.2019, volta ad affrontare un argomento delicato come quello in oggetto. Il Tribunale di Padova, con l’ordinanza in oggetto, ha affermato che è legittima l’attività di controllo posta in essere dalla società datrice, mediante un’agenzia investigativa, nei confronti di un lavoratore assentatosi più volte dal servizio senza autorizzazione.
Il datore di lavoro non ha la facoltà di controllare i dipendenti soltanto fino al momento in cui questi stanno svolgendo le loro mansioni in azienda. Si possono installare le videocamere all’insaputa dei lavoratori, nella circostanza in cui il datore di lavoro ha motivi fondati per credere che ci siano attività di illecito.
Tuttavia, a seguito della conclusione del turno lavorativo, i pedinamenti e altre forme di controllo, effettuabili tramite indagini investigative private, sono assolutamente fattibili, a patto che non ledano la privacy del diretto interessato.
Nel momento in cui il datore di lavoro ha sufficienti notizie circa la condotta di un dipendente che potrebbero mettere a repentaglio il suo business, può incaricare un investigatore privato, il cui compito sarà quello di documentare tutto. Illeciti di natura amministrativa, civile, penale, violazione degli obblighi contrattuali, rivelazioni di segreti aziendali sono esempi particolarmente calzanti al riguardo.
Si pensi, ad esempio, a un tecnico che riveli alla concorrenza le ultime novità in campo tecnologico dell’azienda per cui lavora, o a un dirigente bancario che pratichi usura.
Ai sensi di quanto sancito all’interno dello Statuto dei Lavoratori, vi è il divieto di controllo occulto delle attività eseguite. Ma questo solo all’interno del perimetro aziendale. Le cose cambiano al di fuori del contesto lavorativo, dove sempre più realtà imprenditoriali sono solite contattare un investigatore privato.
Spesso, gli investigatori privati vengono “assunti” in maniera fittizia sul posto di lavoro per fare i dovuti accertamenti. Le prove poi possono essere acquisite dal giudice: foto e video hanno sempre pieno valore documentale.
Ti trovi nella situazione in cui sospetti illeciti dei tuoi dipendenti? Non esitare a contattare un investigatore privato per avviare indagini, volte a salvaguardare il tuo business e i tuoi interessi.